
Titolo originale: Guarding Tess
Regia: Hugh Wilson
Sceneggiatura: Hugh Wilson, Peter Torokvei
Cast: Shirley MacLaine, Nicolas Cage, Richard Griffiths, Austin Pendleton, Edward Albert, James Rebhorn, John Roselius, David Graf, Harry Lennix, Susan Blommaert
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 95 minuti
Anno: 1994
Lasciare una posizione di prestigio non significa necessariamente lasciarsi alle spalle il potere che l’accompagnava. Restano le abitudini, il modo in cui gli altri continuano a rivolgersi a chi un tempo occupava un ruolo importante e la difficoltà di accettare che il proprio spazio nel mondo sia diventato più piccolo. In Cara, insopportabile Tess (1994), il passato continua così a farsi sentire anche quando il ruolo che gli dava importanza non esiste più.
Doug Chesnic (Nicolas Cage) è un agente del Secret Service incaricato della protezione di Tess Carlisle (Shirley MacLaine), vedova di un ex presidente degli Stati Uniti. Testarda e insofferente alle procedure di sicurezza, Tess è abituata a imporre la propria volontà e non esita a coinvolgere gli uomini della scorta anche in commissioni e incombenze quotidiane.
Dopo tre anni trascorsi al suo servizio, Doug attende la fine dell’incarico nella speranza di ottenere una nuova destinazione. Tess, però, sfrutta la propria influenza affinché rimanga al suo fianco, prolungando una convivenza fatta di regole ignorate, richieste improbabili e continui scontri con la donna che dovrebbe proteggere.

Hugh Wilson trova la comicità soprattutto nella quotidianità di Tess e della sua scorta. Procedure di sicurezza, commissioni e piccoli scontri entrano nella routine dei personaggi senza bisogno di forzare le gag, mentre il confronto tra Shirley MacLaine e Nicolas Cage vive molto dei loro tempi e delle rispettive reazioni.
Insieme a Peter Torokvei, Wilson firma anche la sceneggiatura e gioca sul continuo rovesciamento dei ruoli tra Tess e Doug. L’agente dovrebbe imporre le procedure necessarie alla sicurezza dell’ex First Lady, ma è lei a dettare le condizioni, ignorando le regole e sfruttando la propria influenza fino a trattare la scorta quasi come personale di casa. Per una commedia dei primi anni ’90 è una premessa insolita e ricca di possibilità, non tutte sfruttate: il rigore professionale di Doug e l’autorità che Tess continua a esercitare alimentano soprattutto le schermaglie tra i due, quando la situazione avrebbe permesso di andare anche oltre.
Nell’ultima parte il film cambia improvvisamente direzione: la commedia vira verso il thriller e assume toni più drammatici. Non è il cambio di registro in sé a rappresentare un problema. Rendere concreto il pericolo dà un significato diverso al compito di Doug e anche al rapporto nato con Tess. A convincere meno è il passaggio da una parte all’altra, preparato poco e seguito da uno spazio piuttosto ridotto per sviluppare la nuova direzione. Commedia e thriller riescono quindi ad avere entrambe un senso, ma avrebbero avuto bisogno di un legame più solido.

Il rapporto tra Tess e Doug deve molto all’intesa tra Shirley MacLaine e Nicolas Cage. MacLaine conserva l’autorità, l’orgoglio e il carattere irritante dell’ex First Lady senza ridurla alla caricatura di una donna anziana e capricciosa. Quando emergono solitudine e vulnerabilità, Tess resta la stessa donna lucida, testarda e perfettamente consapevole dell’influenza che può ancora esercitare sugli altri.
Di fronte a lei, Cage trattiene continuamente l’esasperazione di Doug dietro la professionalità richiesta dal suo incarico. Bastano uno sguardo, una risposta frenata o una perdita di pazienza per far capire quanto Tess riesca a portarlo al limite. È proprio questa opposizione a far funzionare i due insieme: anche quando il rapporto diventa più affettuoso, le differenze che avevano alimentato i loro scontri non scompaiono.
Attorno a loro compaiono Austin Pendleton nei panni di Earl, l’autista di Tess, e Richard Griffiths in quelli del suo infermiere Frederick. C’è poi una presenza che ricorre senza mai apparire: nella versione originale, la voce del presidente degli Stati Uniti che Doug sente al telefono è quella dello stesso Hugh Wilson, regista e co-sceneggiatore del film.

Cara, insopportabile Tess riesce a prendere una direzione meno prevedibile di quanto lasci immaginare all’inizio. Il rapporto tra Tess e Doug rimane centrale anche quando il tono cambia e ciò che era nato soprattutto dallo scontro tra i due assume progressivamente un peso diverso.
Il limite sta piuttosto in quanto il film riesce a ricavare dalle proprie idee. Alcune possibilità rimangono appena accennate, altre avrebbero meritato maggiore spazio, lasciando la sensazione che ci fosse ancora qualcosa da sviluppare. Il risultato resta piacevole e capace di sorprendere, ma accompagnato dal rimpianto per un potenziale soltanto parzialmente sfruttato.
Una commedia piacevole che cambia volto strada facendo e trova nel rapporto tra Tess e Doug la sua parte migliore, senza però dare pieno sviluppo a tutte le proprie idee.
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Alla prossima visione,
Il Collezionista di Cinema
