Getta la mamma dal treno (1987)

SCHEDA TECNICA

Titolo originale: Throw Momma from the Train

Regia: Danny DeVito

Sceneggiatura: Stu Silver

Cast: Danny DeVito, Billy Crystal, Anne Ramsey, Kim Greist, Kate Mulgrew, Branford Marsalis, Rob Reiner, Bruce Kirby, Annie Ross, Raye Birk, Olivia Brown, Oprah Winfrey

Genere: Commedia

Durata: 83 minuti

Anno: 1987

Prendere in prestito un’idea non significa necessariamente limitarsi a copiarla. A fare la differenza è il modo in cui viene interpretata: per qualcuno resta finzione, per qualcun altro può diventare un’assurda soluzione ai problemi della vita reale.

Getta la mamma dal treno (1987) riprende il celebre scambio di delitti di L’altro uomo (1951) attraverso due prospettive opposte. Per uno l’omicidio rimane un pensiero dettato dalla rabbia; per l’altro diventa un piano concreto, nato dalla convinzione che tra loro esista davvero un accordo.

TRAMA

Larry Donner (Billy Crystal) insegna scrittura creativa, ma da tempo non riesce più a iniziare un nuovo romanzo. Il blocco nasce anche dal rancore verso l’ex moglie Margaret (Kate Mulgrew), diventata una scrittrice di successo dopo essersi appropriata di un suo manoscritto. Mentre la donna raccoglie popolarità e consensi, Larry arriva a desiderarne la morte, senza avere alcuna intenzione di agire.

Tra i suoi studenti c’è Owen Lift (Danny DeVito), un uomo timido e infantile che vive con una madre autoritaria (Anne Ramsey), pronta a controllarlo e umiliarlo continuamente. Larry trova poco credibili le motivazioni dei personaggi del suo racconto e gli suggerisce di guardare un film di Alfred Hitchcock. Owen assiste così alla proiezione di L’altro uomo e rimane colpito dall’idea di due sconosciuti che eliminano ciascuno la vittima dell’altro. Dopo aver sentito Larry augurarsi la morte di Margaret, si convince che anche loro debbano scambiarsi un omicidio.

Il cinema Vista annuncia la proiezione di L’altro uomo di Alfred Hitchcock in Getta la mamma dal treno (1987).

Al suo esordio nella regia cinematografica, Danny DeVito fa convivere il desiderio di uccidere con una comicità grottesca. Insieme al direttore della fotografia Barry Sonnenfeld utilizza grandangoli e profondità di campo per richiamare lo stile di Hitchcock e accentuare il disagio dei personaggi. Questa impostazione emerge soprattutto nella casa dei Lift, ripresa come uno spazio soffocante nel quale la madre domina tanto le conversazioni quanto le inquadrature. L’ambiente domestico riflette così una convivenza nella quale Owen continua a vivere sotto l’autorità materna. Due anni dopo, in La guerra dei Roses (1989), DeVito tornerà a trasformare la casa in un luogo di scontro, spostando il conflitto dal rapporto tra madre e figlio a quello fra marito e moglie.

Negli 88 minuti di durata, il film cambia gradualmente registro. All’inizio prevalgono il malinteso e l’incertezza su ciò che Owen abbia realmente fatto; nella seconda parte aumentano inseguimenti, cadute e gag fisiche. La farsa continua a divertire, ma lascia meno spazio alla tensione nera presente nella prima metà.

La sceneggiatura di Stu Silver riprende da L’altro uomo lo scambio di omicidi e lo trasforma in un accordo che esiste soltanto nella mente di Owen. Nel film di Hitchcock, Bruno espone intenzionalmente il proprio piano a Guy; qui Owen ascolta lo sfogo di Larry, lo unisce alla lezione sul movente e a quanto ha visto al cinema, convincendosi che il professore abbia accettato lo scambio. Silver considerava indispensabile mostrare le immagini originali e la produzione raggiunse un accordo con la Warner Bros. per poterle inserire nel film.

Il blocco creativo aggiunge un secondo confronto tra i protagonisti. Larry conosce le regole della scrittura, ma non riesce ad andare oltre la prima frase del proprio romanzo; Owen possiede immaginazione, ma non sa dare motivazioni credibili ai suoi personaggi. La frase sulla notte afosa ritorna più volte, trasformando l’incapacità di Larry di iniziare il romanzo in una gag ricorrente.

Owen in primo piano con la signora Lift alle sue spalle in Getta la mamma dal treno (1987).

L’equivoco funziona anche grazie ai tempi comici opposti di Danny DeVito e Billy Crystal. Owen parla e si muove come un bambino spaventato, colleziona monete, desidera l’amicizia di Larry e cerca continuamente la sua approvazione. Questa fragilità convive con la determinazione con cui organizza un omicidio, discusso come se fosse un normale favore tra amici. DeVito lo mantiene così in equilibrio tra tenerezza e inquietudine.

Di fronte a lui, Billy Crystal interpreta un Larry nervoso, logorroico e sempre più esasperato. Le sue reazioni possono sembrare quelle dell’unico uomo ragionevole della storia, ma anche lui fantastica sulla morte dell’ex moglie e permette al rancore di condizionare la propria vita. A distinguerlo da Owen è la consapevolezza del confine tra un pensiero dettato dalla rabbia e un’azione reale. La loro comicità dipende proprio da questa distanza: alla tranquilla convinzione dell’uno risponde la crescente disperazione dell’altro.

Anne Ramsey domina le scene della signora Lift attraverso la voce, lo sguardo e l’aggressività con cui interrompe e umilia il figlio. Il personaggio non possiede molte sfumature, ma la sua caratterizzazione esasperata è coerente con il modo in cui Owen vive e percepisce la madre. La particolare dizione dell’attrice era legata alle conseguenze di un intervento per un tumore alla gola, durante il quale le era stata rimossa parte della lingua. Ramsey morì nell’agosto del 1988, pochi mesi dopo aver partecipato alla cerimonia degli Oscar grazie alla candidatura come miglior attrice non protagonista ottenuta per questo ruolo.

Tra i personaggi secondari, Kate Mulgrew accentua l’opportunismo di Margaret, capace di trasformare il lavoro di Larry nel proprio successo. Kim Greist, nei panni di Beth, rappresenta invece l’unico legame di Larry non segnato dal rancore o dalla manipolazione. Rob Reiner compare in poche scene come l’agente letterario Joel e Oprah Winfrey recita nei panni di sé stessa, dando una dimensione pubblica al successo di Margaret e alla frustrazione dell’ex marito.

Owen e Larry osservano la collezione di monete in Getta la mamma dal treno (1987).

Al suo primo film per il cinema, DeVito riesce a far procedere insieme il delitto e la gag: una parola fraintesa o una regola narrativa applicata alla realtà bastano per trasformare ogni chiarimento in una nuova complicazione. La coppia con Billy Crystal dà ritmo al contrasto tra Owen e Larry, mentre Anne Ramsey trasforma la madre in una presenza impossibile da dimenticare.

La maggiore attenzione riservata alla comicità fisica nella seconda metà riduce parte della cattiveria iniziale, senza compromettere il risultato. Il successo commerciale e i riconoscimenti ottenuti da Anne Ramsey dimostrano che il film non passò inosservato all’epoca; sorprende piuttosto quanto poco venga ricordato oggi tra le black comedy degli anni ’80.

TRAILER
Il mio voto
7/10

Intelligente e divertente, rilegge Hitchcock con personalità ma perde un po’ di cattiveria nel finale.

🛒 Acquista il film in home video

Vuoi aggiungerlo alla tua collezione?

⚠️ Nota: Alcune edizioni potrebbero essere temporaneamente non disponibili. La sezione viene aggiornata periodicamente per segnalare ristampe o nuove uscite.

Alla prossima visione,

Ti è piaciuto l'articolo? Condividi

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *