
Titolo originale: Scream 7
Regia: Kevin Williamson
Sceneggiatura: Kevin Williamson, Guy Busick
Cast: Neve Campbell, Isabel May, Jasmin Savoy Brown, Mason Gooding, Anna Camp, David Arquette, Michelle Randolph, Jimmy Tatro, Mckenna Grace, Asa Germann, Celeste O’Connor, Sam Rechner, Mark Consuelos, Tim Simons, Matthew Lillard, Joel McHale, Courteney Cox
Genere: Thriller, Horror
Durata: 114 minuti
Anno: 2026
Scream 7 (2026) torna alle origini e riporta Sidney in scena, questa volta coinvolta in una nuova storia che riguarda direttamente sua figlia. Il film riprende il meccanismo classico della saga e prova ad aggiornarlo con elementi legati all’intelligenza artificiale e ai deepfake, inserendoli però in un racconto fortemente legato a ciò che è venuto prima.
Trent’anni dopo gli eventi di Woodsboro, Sidney Prescott (Neve Campbell) vive a Pine Grove, dove ha costruito una nuova vita con il marito Mark (Joel McHale) e le loro figlie, cercando di tenere il passato fuori dalla porta. Tutto cambia quando una nuova serie di omicidi segna il ritorno di Ghostface, riportando la violenza ancora una volta vicino a lei.
La minaccia si sposta subito sulla sua famiglia, coinvolgendo in particolare Tatum (Isabel May), la figlia maggiore, con cui Sidney ha un rapporto difficile, fatto di silenzi e verità mai dette. Mentre gli attacchi iniziano a colpire anche l’ambiente della ragazza, tra scuola e amicizie, il clima cambia rapidamente: i rapporti si incrinano e i sospetti iniziano a circolare.
Con il ritorno di Gale Weathers (Courteney Cox), Sidney si ritrova ancora una volta a fare i conti con il passato, mentre la tensione cresce e la situazione si fa sempre più instabile. Nel frattempo, il passato torna anche attraverso immagini e video che mettono in dubbio ciò che sta succedendo, rendendo sempre più difficile distinguere cosa sia reale.

Kevin Williamson torna alla regia dopo essere stato lo sceneggiatore storico della saga, e sceglie di riportare tutto su un terreno più semplice e diretto.
Il film segue una linea molto classica: gli attacchi e i momenti di tensione sono costruiti senza particolari variazioni, dando spesso la sensazione di già visto. Anche nei momenti più tesi, la regia non cambia approccio e resta sugli stessi schemi già visti nella saga, senza mai provare a fare qualcosa di diverso. Anche nelle scene degli omicidi, la resa visiva non sempre convince, con effetti che in alcuni momenti risultano troppo artificiali.
La sceneggiatura, firmata da Kevin Williamson insieme a Guy Busick, segue una struttura molto familiare per la saga, senza cercare una vera evoluzione. Il film si muove su dinamiche già note, riportando al centro rapporti familiari e un gioco che segue schemi riconoscibili dall’inizio alla fine. Anche quando prova a introdurre elementi più attuali, come l’intelligenza artificiale e i deepfake, li utilizza soprattutto per richiamare il passato, senza trasformarli in qualcosa che cambi davvero il modo in cui il racconto si sviluppa. La storia va avanti, ma non aggiunge niente di nuovo.

Neve Campbell torna nei panni di Sidney e resta il punto più solido del film, portando sulle spalle un personaggio che ha ancora un ruolo centrale. Al suo fianco, Joel McHale interpreta Mark, il marito, presenza legata alla sua nuova vita ma con un peso limitato nella storia.
Courteney Cox riprende il ruolo di Gale Weathers, mantenendo il legame con la storia della saga, ma restando più marginale di quanto ci si aspetterebbe. Accanto a lei tornano anche Mason Gooding e Jasmin Savoy Brown, mentre il ritorno di David Arquette rafforza ulteriormente il legame con il passato. Il film punta molto sull’effetto nostalgia, ma senza riuscire a dare a questi ritorni un peso davvero determinante nel racconto.
Il problema arriva con i personaggi più giovani: Isabel May, al centro della nuova generazione con il personaggio di Tatum, ha un ruolo importante ma manca di carattere, e lo stesso vale per il resto del gruppo.
Anna Camp si inserisce invece come nuovo volto del racconto, con un personaggio che avrebbe meritato più sviluppo. Alla fine, il confronto con i veterani è inevitabile e il limite si sente.

Scream 7 torna cercando rifugio in ciò che ha reso grande la saga. Riporta in scena volti familiari, richiama dinamiche già note e prova a costruire il racconto attorno a quel patrimonio.
Il problema è che il richiamo al passato finisce per pesare più delle idee nuove. E quando il film prova a guardare avanti, non trova mai davvero la forza per farlo.
Un capitolo che si affida ai suoi elementi più familiari, ma senza trovare abbastanza idee per giustificarne davvero il ritorno.
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Alla prossima visione,
Il Collezionista di Cinema
