Un futuro aprile (2026)

SCHEDA TECNICA

Regia: Graziano Diana

Sceneggiatura: Graziano Diana, Stefano Marcocci, Domenico Tomassetti

Cast: Ludovica Ciaschetti, Francesco Montanari, Peppino Mazzotta, Anna Ferruzzo, Aurora Menenti, Federica De Cola, Denise Sardisco, Alessio Praticò, Emmanuele Aita

Genere: Biografico, Drammatico

Durata: 105 minuti

Anno: 2026

Tipologia: Film TV

La mafia non ha colpito soltanto magistrati, investigatori e uomini dello Stato. In alcuni dei suoi attentati più feroci ha spezzato anche la vita di persone completamente innocenti, distruggendo intere famiglie e lasciando ferite impossibili da rimarginare.

La strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985 appartiene a questa tragica pagina della storia italiana. Con Un futuro aprile (2026), Graziano Diana sceglie di raccontarne le conseguenze attraverso gli occhi di Margherita Asta, unica sopravvissuta della propria famiglia.

TRAMA

Nel 1985 il magistrato Carlo Palermo (Francesco Montanari) è il bersaglio di un attentato mafioso sulla strada tra Pizzolungo e Trapani. L’esplosione dell’autobomba, destinata a colpire il magistrato, provoca invece la morte di Barbara Asta e dei suoi due figli gemelli, Giuseppe e Salvatore. Margherita Asta (Ludovica Ciaschetti) si salva soltanto perché quella mattina si trova a scuola, mentre il padre Nunzio (Peppino Mazzotta) non è con la famiglia.

Negli anni successivi, Margherita e Nunzio affrontano un lungo percorso segnato dal dolore e dalla ricerca della giustizia. Tra processi, verità che faticano a emergere e il peso di una tragedia mai superata, il loro cammino finirà per incrociarsi con quello del magistrato Carlo Palermo, sopravvissuto all’attentato ma profondamente segnato da un devastante senso di colpa.

Scena tratta da film Un futuro aprile (2026) con Ludovica Ciaschetti e Peppino Mazzotta nei panni di Margherita e Nunzio Asta.

Graziano Diana, regista e sceneggiatore con una lunga esperienza tra cinema e fiction televisiva, ha realizzato nel corso degli anni numerose produzioni Rai ispirate a vicende realmente accadute. Un’esperienza che emerge chiaramente anche in Un futuro aprile, film destinato alla televisione, dove la regia adotta un linguaggio tipicamente televisivo, privilegiando una narrazione funzionale rispetto a una messa in scena dal respiro cinematografico.

Una scelta coerente con il percorso del regista, ma che finisce per penalizzare un racconto che avrebbe richiesto maggiore forza espressiva. Il risultato è un film che, pur affrontando una vicenda di enorme impatto umano, raramente riesce a trasmetterne tutta la potenza attraverso le immagini, limitandosi spesso ad accompagnare gli eventi senza valorizzarli con una regia realmente incisiva.

Questa scelta narrativa emerge anche nella sceneggiatura, firmata da Graziano Diana, Stefano Marcocci e Domenico Tomassetti, con la collaborazione di Fabrizio Coniglio, e liberamente ispirata al libro autobiografico Sola con te in un futuro aprile, scritto da Margherita Asta insieme a Michela Gargiulo e pubblicato nel 2015, trent’anni dopo la strage di Pizzolungo. Scegliendo di raccontare la vicenda attraverso il punto di vista della giovane sopravvissuta e del padre Nunzio, la sceneggiatura sposta l’attenzione dall’attentato in sé alle conseguenze umane della tragedia e al difficile percorso di elaborazione del lutto.

Pur partendo da una storia di straordinaria intensità, però, la scrittura fatica a sfruttarne appieno il potenziale emotivo. La scelta di concentrare il racconto quasi esclusivamente sul dolore di Margherita e del padre Nunzio è condivisibile nelle intenzioni, ma finisce per sacrificare parte della complessità storica e umana che circonda la strage di Pizzolungo. Il risultato è una narrazione rispettosa e sincera, ma incapace di esprimere tutta la forza drammatica che un materiale narrativo di questo spessore avrebbe potuto offrire.

Un futuro aprile 2026 Francesco Montanari nei panni di Carlo Palermo accanto all'auto dell'attentato

Il cast riesce a sostenere con discreta efficacia il peso emotivo del racconto, pur dovendo fare i conti con personaggi non sempre approfonditi dalla sceneggiatura. Ludovica Ciaschetti, già conosciuta al grande pubblico per la miniserie televisiva Per Elisa – Il caso Claps (2023), interpreta Margherita Asta senza però riuscire a trasformare il percorso del personaggio in una prova particolarmente incisiva. Peppino Mazzotta offre l’interpretazione più intensa del film nei panni del padre Nunzio.

Più sacrificato nel film Francesco Montanari, il cui Carlo Palermo avrebbe meritato uno spazio maggiore per valorizzarne il conflitto interiore. Meno convincente, invece, il lavoro sull’invecchiamento dei personaggi, che in alcuni passaggi appare artificioso e finisce per compromettere la credibilità del lungo arco temporale raccontato.

Un futuro aprile 2026 Ludovica Ciaschetti nei panni di Margherita Asta

Un futuro aprile nasce dal desiderio condivisibile di mantenere viva la memoria di una delle pagine più dolorose della storia italiana recente, scegliendo di dare voce a chi ha dovuto convivere per tutta la vita con le conseguenze di una tragedia impossibile da dimenticare. Un intento importante, che però non trova sempre una realizzazione all’altezza del materiale raccontato.

Il film conserva il valore della vicenda reale, ma la resa complessiva non riesce a restituirne pienamente la forza emotiva. Rimane comunque un’opera che contribuisce a ricordare una storia di dolore e coraggio, affidandola alla memoria collettiva.

TV PROMO
Il mio voto
5/10

Una storia di grande valore umano, penalizzata da una regia e una scrittura che non riescono a restituirne pienamente la forza.

Alla prossima visione,

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