Una battaglia dopo l’altra (2025)

SCHEDA TECNICA

Titolo originale: One Battle After Another

Regia: Paul Thomas Anderson

Sceneggiatura: Paul Thomas Anderson

Cast: Leonardo DiCaprio, Sean Penn, Benicio del Toro, Regina Hall, Teyana Taylor, Chase Infiniti

Genere: Azione, Drammatico, Commedia, Thriller

Durata: 162 minuti

Anno: 2025

Paul Thomas Anderson non è mai stato un regista che gioca sul sicuro. Con Una battaglia dopo l’altra (2025) porta il cinema americano in un territorio che mescola rivoluzione, satira, thriller d’azione e dramma familiare. Un progetto produttivamente imponente, costruito come un racconto politico ma anche come un grande spettacolo d’autore. È il film più costoso e spettacolare della sua carriera, ma riesce comunque a conservare l’impronta personale del regista all’interno del grande apparato produttivo hollywoodiano.

TRAMA

Nel prologo incontriamo Pat Calhoun (Leonardo DiCaprio) e Perfidia “Beverly Hills” (Teyana Taylor), compagni nella vita e militanti dei French 75, gruppo rivoluzionario di estrema sinistra del quale fa parte anche Deandra (Regina Hall). Insieme conducono assalti contro centri di detenzione, banche e infrastrutture. Durante una di queste azioni, Perfidia incrocia il capitano Steven J. Lockjaw (Sean Penn), ufficiale militare che sviluppa nei suoi confronti una crescente ossessione. Dalla relazione tra Pat e Perfidia nasce una bambina, ma la donna non intende abbandonare la lotta armata per dedicarsi alla famiglia. Quando viene arrestata durante una rapina, l’organizzazione comincia a disgregarsi e Pat è costretto a fuggire con la figlia. I due assumono così le nuove identità di Bob e Willa Ferguson e si rifugiano nella città di Baktan Cross.

Sedici anni dopo, Bob vive nascosto con Willa (Chase Infiniti), ormai adolescente. Ha abbandonato la lotta rivoluzionaria e conduce un’esistenza isolata, segnata dall’abuso di droghe e alcol e dalla costante paura di essere scoperto. Quando Lockjaw, diventato nel frattempo colonnello, riappare e Baktan Cross viene coinvolta in una vasta operazione militare, Bob si ritrova separato dalla figlia ed è costretto a rimettersi in contatto con la rete clandestina del proprio passato. Nella ricerca di Willa riceve l’aiuto di Deandra e di “Sensei” Sergio St. Carlos (Benicio del Toro), maestro di karate impegnato nella protezione degli immigrati della comunità.

Perfidia e Pat Calhoun con la neonata in Una battaglia dopo l’altra (2025).

Anderson costruisce il film cercando un equilibrio tra satira politica e spettacolo d’azione, due dimensioni che convivono senza annullarsi. Inseguimenti, esplosioni e fughe possiedono il respiro delle grandi produzioni hollywoodiane, ma sono costantemente attraversati da quell’ironia amara che appartiene al suo cinema. La scena del “codice segreto”, costruita intorno alla domanda assurda «Che ore sono?», mostra bene questa combinazione, trasformando una situazione pericolosa in un momento contemporaneamente comico e frustrante. La regia alterna sequenze spettacolari e parentesi più intime, mantenendo il rapporto tra Bob e Willa al centro di una narrazione attraversata da fanatismo politico, paranoia e violenza. Anderson utilizza l’azione come parte integrante del racconto e non come semplice esibizione, facendo emergere attraverso fughe e inseguimenti le conseguenze di un passato che continua a condizionare i personaggi.

Leonardo DiCaprio al telefono nella scena del codice segreto di Una battaglia dopo l’altra (2025).

Girato tra California e Texas con un budget superiore ai 100 milioni di dollari, il film presenta una fotografia curata da Michael Bauman, nuovamente al fianco di Anderson dopo Licorice Pizza (2021). Una battaglia dopo l’altra è stato realizzato su pellicola, principalmente in 35mm VistaVision, formato che impiega un fotogramma più ampio rispetto al tradizionale 35mm e permette di ottenere immagini particolarmente ricche di dettagli. Bauman sfrutta questa soluzione per conferire profondità tanto ai paesaggi desertici quanto alle sequenze d’azione più affollate, mentre la presentazione del film anche in VistaVision, 70mm e IMAX ne ha ulteriormente valorizzato l’impatto visivo sul grande schermo.

Jonny Greenwood, alla sua sesta collaborazione con Anderson, firma una colonna sonora potente e nervosa: archi graffianti, chitarre abrasive e improvvisi silenzi accompagnano la crescente instabilità del racconto. La musica non si limita a sottolineare le immagini, ma diventa una presenza costante, capace di imprimere ritmo, tensione e inquietudine alle sequenze più intense.

Una battaglia dopo l’altra è liberamente ispirato al romanzo Vineland di Thomas Pynchon. Paul Thomas Anderson non ne segue fedelmente la trama, ma ne riprende lo spirito anarchico, la paranoia e lo sguardo disilluso sulla società americana, trasferendone i temi in un contesto contemporaneo. La narrazione risulta più lineare rispetto a quella del romanzo, pur conservando un andamento attraversato da slogan, ossessioni ideologiche e situazioni grottesche.

La scrittura alterna continuamente il comico e il drammatico. Gli slogan di Perfidia assumono la forma di motti punk e femministi, mentre l’incapacità di Bob di orientarsi tra i vecchi codici rivoluzionari e la realtà presente riflette lo smarrimento di una generazione sopravvissuta ai propri ideali. Anderson non risparmia le contraddizioni dei rivoluzionari, ma dirige la parte più feroce della satira contro l’autoritarismo militare e il suprematismo bianco. A tenere insieme queste componenti rimane il rapporto tra Bob e Willa, nucleo emotivo di una storia altrimenti dominata dal caos politico.

Teyana Taylor nei panni di Perfidia, incinta e armata, in Una battaglia dopo l’altra (2025).

Il Bob interpretato da Leonardo DiCaprio è un ex rivoluzionario stanco e fragile, capace di alternare rabbia, paura e tenerezza. L’attore porta sullo schermo un personaggio goffo, imperfetto e profondamente umano, molto lontano dalla figura tradizionale dell’eroe d’azione. DiCaprio ne valorizza soprattutto l’inadeguatezza, trovando una comicità spontanea anche nei momenti di maggiore tensione.

Sean Penn offre una delle prove più incisive del film. Lockjaw è un villain disturbante che mescola comicità grottesca e crudeltà, una caricatura feroce dell’estremismo americano capace di far ridere e inquietare nello stesso momento. Penn gli conferisce una fisicità rigida e quasi innaturale, trasformandolo in una presenza contemporaneamente assurda e minacciosa. Il ruolo gli è valso l’Oscar come miglior attore non protagonista, il terzo della carriera dopo quelli vinti come protagonista per Mystic River (2003) e Milk (2008).

Teyana Taylor interpreta Perfidia con energia e decisione, dando forma a un personaggio nel quale convivono forza rivoluzionaria, sensualità e profonde contraddizioni. La sua presenza domina il prologo e rende credibili anche le scelte più estreme della donna. La prova le è valsa il Golden Globe come miglior attrice non protagonista e la candidatura all’Oscar nella stessa categoria.

Chase Infiniti affronta il ruolo di Willa con vulnerabilità e determinazione, conferendo alla ragazza un’identità che va oltre quella della figlia da salvare. Regina Hall, pur disponendo di uno spazio più limitato, dona a Deandra decisione e autorevolezza. Benicio del Toro, nei panni di “Sensei” Sergio, offre invece un’interpretazione contenuta e ironica: la calma del personaggio contrasta con il caos della storia e conferisce equilibrio ad alcuni dei momenti più concitati.

Sean Penn trattiene Chase Infiniti in una scena di Una battaglia dopo l’altra (2025).

Una battaglia dopo l’altra è un film energico, anarchico, politico e satirico, capace di alternare spettacolo, ironia e momenti più intimi. Non è soltanto una libera rilettura di Pynchon, ma una riflessione sull’America contemporanea costruita attraverso lo sguardo personale di Paul Thomas Anderson. La sua ambizione è stata riconosciuta durante la stagione dei premi del 2026: ai Golden Globe ha conquistato quattro riconoscimenti, vincendo come miglior film commedia o musicale, miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior attrice non protagonista per Teyana Taylor; agli Oscar ha ottenuto sei statuette per il miglior film, la regia, la sceneggiatura non originale, Sean Penn come miglior attore non protagonista, il montaggio e il casting. Paul Thomas Anderson ha ricevuto personalmente tre statuette: quella per il miglior film in qualità di produttore, quella per la miglior regia e quella per la miglior sceneggiatura non originale. Il peso di questi riconoscimenti, però, non cambia il mio giudizio: non considero il film il capolavoro assoluto proclamato da molti. Resta un’opera potente, affascinante e spesso trascinante, ma anche irregolare, più travolgente che perfetta.

TRAILER
Il mio voto
7.5/10

Una rivoluzione fallita, un padre impreparato e un’America incapace di smettere di combattere: un film ambizioso e ricco di idee, più convincente nei singoli momenti che nell’equilibrio complessivo.

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Alla prossima visione,

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