Mia (2023)

SCHEDA TECNICA

Regia: Ivano De Matteo

Sceneggiatura: Ivano De Matteo, Valentina Ferlan

Cast: Edoardo Leo, Milena Mancini, Greta Gasbarri, Riccardo Mandolini, Vinicio Marchioni

Genere: Drammatico

Durata: 108 minuti

Anno: 2023

Il primo amore può essere vissuto con un’intensità che rende difficile riconoscere il confine tra attenzione e controllo. La gelosia viene interpretata come interesse, le richieste diventano prove di fiducia e ciò che inizialmente sembra protezione può trasformarsi, poco alla volta, in possesso, travolgendo non solo la ragazza coinvolta, ma anche la famiglia che cerca di aiutarla. È quanto racconta Ivano De Matteo in Mia (2023).

TRAMA

A Roma, la quindicenne Mia (Greta Gasbarri) vive con il padre Sergio (Edoardo Leo), conducente di ambulanze, e la madre Valeria (Milena Mancini). La sua quotidianità è divisa tra la scuola, la pallavolo e le amiche, all’interno di una famiglia unita e presente.

L’arrivo di Marco (Riccardo Mandolini), un ragazzo di vent’anni, segna l’inizio della sua prima relazione. Con il passare del tempo, le attenzioni del giovane diventano sempre più insistenti: vuole sapere dove si trovi, controlla il suo telefono e critica il modo in cui si veste e le persone che frequenta.

Mia comincia così a cambiare le proprie abitudini, rinunciando allo sport e allontanandosi dalle amiche. Sergio si accorge del crescente isolamento della figlia e cerca di metterla in guardia, incontrando però la sua resistenza. Il rapporto con i genitori diventa sempre più difficile, mentre il controllo esercitato da Marco finisce per mettere in crisi l’intero equilibrio familiare.

Mia e Marco in una scena del film Mia (2023).

Ivano De Matteo ha dichiarato di aver girato Mia con gli occhi di un padre, e questa prospettiva accompagna il film fin dalle prime scene. La macchina da presa rimane vicina ai personaggi e ne segue movimenti e reazioni. La scelta permette di osservare il cambiamento di Mia e la crescente preoccupazione dei genitori, preparando lo spostamento verso Sergio che diventerà più evidente nella parte conclusiva.

La sceneggiatura, scritta da De Matteo insieme a Valentina Ferlan, nasce dal confronto con la loro figlia adolescente, le sue amiche e alcuni psichiatri infantili. Questo lavoro si ritrova nella costruzione della relazione tra Mia e Marco, che non diventa subito violenta. Le prime imposizioni si nascondono dietro la gelosia e le attenzioni del ragazzo, portando Mia ad accettare limitazioni sempre maggiori. La pressione cresce attraverso gesti comuni, soprattutto con l’uso del telefono, fino a modificare il suo modo di vestirsi, le amicizie e il rapporto con la famiglia. La vicenda affronta quella che viene definita teen dating violence, una violenza all’interno delle relazioni adolescenziali che può manifestarsi anche attraverso la pressione psicologica e gli strumenti digitali. Nel 2023 l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha utilizzato alcune sequenze di Mia durante un incontro dedicato proprio a questo fenomeno. Il telefono permette a Marco di essere costantemente presente nella vita della ragazza, rendendo ancora più difficile sottrarsi alle sue imposizioni.

Il film non attribuisce a Mia la responsabilità di ciò che subisce, ma cerca di far comprendere perché una ragazza possa respingere l’aiuto dei genitori e accettare invece le richieste del fidanzato. Sergio e Valeria non vengono presentati come genitori distratti: riconoscono il cambiamento della figlia, ma non riescono a intervenire senza rischiare di perderne la fiducia. Il padre reagisce in maniera più istintiva, mentre la madre prova a mantenere aperto il dialogo, anche se la scrittura concede al suo personaggio meno spazio. Anche il titolo riassume il centro del racconto. Mia è un nome, ma richiama continuamente il possesso rivendicato da Marco. Come spiegato dallo stesso regista, la ragazza dovrebbe appartenere soltanto a sé stessa. Il film porta avanti con chiarezza questo discorso, anche se in alcuni momenti tende a ribadirlo più del necessario.

Nell’ultima parte, il punto di vista segue la disperazione di Sergio e gli effetti della vicenda sulla famiglia. È uno sviluppo coerente con lo sguardo paterno adottato da De Matteo e con quanto accade a Mia. A convincere meno è la rapidità degli ultimi passaggi: il confronto finale e le conseguenze per Sergio vengono concentrati in poco tempo, rendendo l’epilogo meno sviluppato rispetto al resto del film.

Mia abbracciata al padre Sergio in una scena del film Mia (2023).

Al suo esordio cinematografico, Greta Gasbarri interpreta Mia con naturalezza. Il passaggio dalla ragazza vivace delle prime scene a quella sempre più insicura e condizionata da Marco avviene gradualmente, attraverso il modo di guardare, parlare e rapportarsi con le persone che la circondano.

Accanto a lei, Edoardo Leo dà a Sergio il calore di un padre presente e la frustrazione di chi non riesce a proteggere la figlia. La preoccupazione iniziale lascia progressivamente spazio alla paura, al senso di colpa e a una rabbia sempre più difficile da contenere. Leo non trasforma Sergio in un eroe, ma ne mostra anche gli errori e l’incapacità di accettare la propria impotenza, offrendo la prova più intensa del film. Al suo fianco, Milena Mancini interpreta Valeria come una madre che cerca di non spezzare il dialogo con Mia, anche quando la paura e le reazioni del marito aumentano la tensione in famiglia. Il personaggio rappresenta la parte più lucida della coppia, ma la sceneggiatura gli concede meno spazio.

Sul versante opposto, Riccardo Mandolini è bravo a rendere Marco sempre più odioso man mano che le attenzioni iniziali lasciano spazio al controllo. Ne restituisce l’arroganza, la gelosia e i bruschi cambiamenti di tono, anche se la sceneggiatura non approfondisce il personaggio oltre la sua natura possessiva e manipolatrice. Vinicio Marchioni compare brevemente nel ruolo del padre di Marco. Di fronte alle responsabilità del figlio, reagisce cercando comunque di proteggerlo, creando un contrasto diretto con Sergio e con il modo in cui i due uomini affrontano quanto accaduto.

Sergio affronta Marco in una scena del film Mia (2023).

Mia è più efficace nel raccontare il progressivo isolamento della protagonista e il modo in cui il controllo di Marco entra nella sua quotidianità. Le interpretazioni di Greta Gasbarri ed Edoardo Leo danno solidità ai passaggi più dolorosi della vicenda.

Nella parte conclusiva, il racconto segue Sergio e gli effetti sulla famiglia. La scelta è coerente con la prospettiva adottata dal regista, ma l’epilogo concentra il confronto finale e le conseguenze per il padre in pochi passaggi, senza dedicare alla chiusura lo stesso sviluppo riservato alla relazione tra Mia e Marco.

TRAILER
Il mio voto
6/10

Un dramma intenso e credibile su un’adolescente intrappolata in una relazione tossica, penalizzato da un finale troppo frettoloso.

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Alla prossima visione,

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