
Regia: Leonardo Pieraccioni
Sceneggiatura: Leonardo Pieraccioni, Giovanni Veronesi
Cast: Leonardo Pieraccioni, Giorgio Panariello, Marjo Berasategui, Rocco Papaleo, Massimo Ceccherini, Giulia Elettra Gorietti, Barbara Tabita, Nicolas Vaporidis, Barbara Enrichi, Tricarico, Francesco Guccini
Genere: Commedia
Durata: 97 minuti
Anno: 2005
L’amore può arrivare quando meno lo si aspetta, portando con sé equivoci, bugie e situazioni difficili da controllare. Nel 2005, reduce dal successo di Il paradiso all’improvviso (2003), Leonardo Pieraccioni tornava alla regia e al ruolo da protagonista con Ti amo in tutte le lingue del mondo, affidandosi ancora una volta agli elementi più riconoscibili del suo cinema: l’ambientazione toscana, un uomo impacciato davanti ai sentimenti e una relazione destinata a complicarsi.
Gilberto Rovai (Leonardo Pieraccioni) è un professore di educazione fisica in un liceo di Pistoia. Dopo aver scoperto il tradimento della moglie, si ritrova improvvisamente single e profondamente disilluso nei confronti dell’amore. La sua quotidianità viene sconvolta da Paolina (Giulia Elettra Gorietti), una studentessa che si innamora di lui e comincia a lasciargli per tutta la scuola biglietti con la frase “ti amo” tradotta in lingue diverse. Gilberto cerca di respingerla e di mantenere le distanze, ma la ragazza non sembra intenzionata ad arrendersi.
Nel frattempo conosce Margherita (Marjo Berasategui), una donna affascinante della quale si innamora quasi immediatamente. Quello che ancora non sa è che Margherita è proprio la madre di Paolina. Da quel momento, ogni tentativo di tenere sotto controllo la situazione finisce per complicarla ulteriormente: tra bugie, gelosie e incontri imbarazzanti, Gilberto rimane intrappolato in una vicenda nella quale diventa sempre più difficile nascondere la verità.

Pieraccioni dirige e firma la sceneggiatura insieme a Giovanni Veronesi, costruendo quella che lui stesso considerava la sua commedia più corale dopo Il ciclone (1996). La scuola, la provincia toscana e i rapporti familiari formano un ambiente immediatamente riconoscibile, popolato da un fratello balbuziente, un professore scambista, alcuni frati e un preside particolarmente sospettoso.
Il film tenta anche di mostrare un protagonista più adulto rispetto al passato. Gilberto ha quarant’anni, porta con sé il fallimento del proprio matrimonio e si trova costretto a prendere coscienza della distanza che lo separa da una ragazza di sedici anni. Pieraccioni prova così ad allontanarsi dalla figura dell’eterno ragazzo, inserendo nella commedia una vena più malinconica legata all’età e alla precarietà dei rapporti.
Queste intenzioni, però, non sempre trovano uno sviluppo convincente. La scoperta del legame tra Margherita e Paolina indirizza presto la storia verso passaggi facilmente intuibili, mentre alcune gag vengono trascinate più del necessario. La leggerezza resta una caratteristica centrale del film, ma finisce anche per impedirgli di dare maggiore spazio alle sfumature più malinconiche della vicenda.

Leonardo Pieraccioni interpreta Gilberto con la consueta comicità impacciata, ma questa volta il suo personaggio è meno spensierato e porta con sé il fallimento del proprio matrimonio. Il tentativo di renderlo più adulto rispetto ai protagonisti del passato è evidente, anche se l’interpretazione rimane legata ai tempi, alle espressioni e alle reazioni che hanno sempre caratterizzato il suo cinema.
Marjo Berasategui interpreta Margherita, psicologa degli animali allo zoo di Pistoia e madre di Paolina. Giulia Elettra Gorietti veste invece i panni della studentessa che riempie la scuola di biglietti con la frase “ti amo” tradotta in lingue diverse. La prima offre a Gilberto la possibilità di ricominciare dopo la separazione, mentre l’ostinazione della seconda lo espone continuamente al rischio di essere frainteso.
I personaggi più caratterizzati rimangono quelli di contorno. Giorgio Panariello è Cateno, il fratello balbuziente di Gilberto, appassionato di nuoto e bidello nella sua stessa scuola. Rocco Papaleo interpreta il professor Anselmi, che trascina il collega nella villa per scambisti dove avviene l’incontro con Margherita. Più insolita è la presenza di Massimo Ceccherini nel ruolo di Padre Massimo, un frate ingenuo e malinconico, lontano dalla comicità irruenta e dalle parolacce alle quali l’attore era abitualmente associato. Completa il gruppo Francesco Guccini, scelto per interpretare il severo preside che sorveglia Gilberto e minaccia di trasferirlo qualora scopra una relazione con la studentessa.

Ti amo in tutte le lingue del mondo cerca di rendere più adulta la commedia di Pieraccioni senza abbandonarne i tratti abituali. Il film funziona meglio quando lascia spazio alla dimensione corale e alle eccentricità dei comprimari, mentre risulta meno efficace quando prova a dare maggiore peso alla componente sentimentale. Ne esce una commedia capace di offrire qualche momento divertente, ma troppo ancorata a meccanismi già conosciuti per raggiungere la freschezza dei suoi lavori migliori.
Una commedia modesta e leggera, a metà strada tra comicità e sentimento, senza convincere davvero su nessuno dei due fronti.
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Alla prossima visione,
Il Collezionista di Cinema
