
Titolo originale: Married to the Mob
Regia: Jonathan Demme
Sceneggiatura: Barry Strugatz, Mark R. Burns
Cast: Michelle Pfeiffer, Matthew Modine, Dean Stockwell, Mercedes Ruehl, Alec Baldwin, Joan Cusack, Oliver Platt
Genere: Commedia, Sentimentale
Durata: 99 minuti
Anno: 1988
Married to the Mob, “Sposata con la mafia”, descrive con precisione la condizione di Angela De Marco. Una vedova allegra… ma non troppo (1988) sposta invece l’attenzione sulla morte del marito e lascia immaginare una commedia sentimentale più tradizionale.
Angela De Marco (Michelle Pfeiffer) vive a Long Island con il figlio Joey e il marito Frank (Alec Baldwin), un mafioso dal quale vorrebbe separarsi. La donna non sopporta più né i tradimenti dell’uomo né l’ambiente criminale che condiziona ogni aspetto della loro vita.
Quando Frank viene ucciso dal boss Tony “la Tigre” Russo (Dean Stockwell), Angela lascia la propria casa e si trasferisce con il figlio nel Lower East Side, intenzionata a ricominciare lontano dalla mafia. Tony, però, la raggiunge e comincia a corteggiarla, attirando su di lei la gelosia della moglie Connie (Mercedes Ruehl). Anche l’FBI segue i movimenti di Angela e incarica l’agente Mike Downey (Matthew Modine) di sorvegliarla sotto copertura, ma il rapporto che nasce tra i due finisce presto per complicare l’indagine.

Jonathan Demme porta la mafia in una dimensione volutamente caricaturale, senza cercare alcun realismo. Gangster dai soprannomi improbabili, mogli invadenti, locali pacchiani e abitazioni affollate di oggetti rubati compongono un ambiente nel quale il cattivo gusto diventa parte della comicità. Colori accesi, arredamenti vistosi e acconciature esagerate definiscono l’aspetto del film, mentre le musiche di David Byrne ne sostengono l’energia. Anche l’FBI viene coinvolta nella parodia attraverso agenti maldestri e metodi non sempre così lontani da quelli della mafia.
La sceneggiatura di Barry Strugatz e Mark R. Burns affianca alla satira mafiosa il tentativo di Angela di cambiare vita e la relazione con Mike. Pur di allontanarsi da quell’ambiente e ricominciare con il figlio, la donna rinuncia alla casa e al benessere garantito dalla vita criminale per trasferirsi dalla ricca Long Island a un piccolo appartamento nel Lower East Side. Il suo desiderio di ricominciare viene però sviluppato solo in parte, mentre il rapporto con l’agente segue un percorso piuttosto prevedibile.
La comicità continua ad affidarsi soprattutto ad accenti marcati, gelosie e stereotipi italoamericani, trattati da Demme come parte della parodia e senza particolare cattiveria. Alcune situazioni funzionano, altre rimangono più deboli, mentre il passaggio dalla componente sentimentale all’azione crea qualche squilibrio. La regia mantiene comunque un ritmo vivace e una personalità riconoscibile, riuscendo almeno in parte a compensare i limiti della scrittura.

Michelle Pfeiffer dà ad Angela una naturalezza che la distingue dalle caricature che la circondano. La sua bellezza è evidente, ma fermarsi alla presenza scenica sarebbe riduttivo: l’attrice fa emergere l’insofferenza verso il marito e il desiderio di cambiare vita senza appesantire il tono della commedia né rendere Angela ingenua o passiva.
Dean Stockwell interpreta Tony mescolando arroganza, galanteria e ridicolo. Il boss sembra avere tutti sotto controllo, tranne la moglie Connie, interpretata da una Mercedes Ruehl aggressiva, gelosa e imprevedibile. Le sue apparizioni sono tra i momenti più divertenti del film e portano all’estremo la caricatura delle mogli dei mafiosi.
Alec Baldwin compare per poco, ma il suo atteggiamento basta a rendere Frank immediatamente sgradevole. Matthew Modine risulta invece gradevole ma meno incisivo: il suo Mike funziona accanto ad Angela, senza però dare particolare intensità a una relazione sviluppata piuttosto in fretta.


Il tentativo di Angela di uscire dalla mafia rimane il punto più interessante di Una vedova allegra… ma non troppo. Demme gli costruisce intorno una commedia vivace e ben interpretata, ma la relazione con Mike, la comicità basata sugli stereotipi e il finale d’azione finiscono per lasciare in secondo piano proprio il percorso della protagonista. Il risultato diverte a tratti e mantiene un buon ritmo, ma si esaurisce quasi interamente nel momento della visione.
La regia di Demme e l’interpretazione di Michelle Pfeiffer danno personalità a una storia prevedibile, che diverte meno di quanto potrebbe.
🛒 Acquista il film in home video
Vuoi aggiungerlo alla tua collezione?
⚠️ Nota: Alcune edizioni potrebbero essere temporaneamente non disponibili. La sezione viene aggiornata periodicamente per segnalare ristampe o nuove uscite.
Alla prossima visione,
Il Collezionista di Cinema
