Effetto allucinante (1991)

SCHEDA TECNICA

Titolo originale: Rush

Regia: Lili Fini Zanuck

Sceneggiatura: Pete Dexter

Cast: Jason Patric, Jennifer Jason Leigh, Sam Elliott, Max Perlich , Gregg Allman , Tony Frank , William Sadler , Dennis Burkley , Thomas Rosales

Genere: Drammatico

Durata: 120 minuti

Anno: 1991

Una dose per non destare sospetti, un’altra perché ormai se ne sente il bisogno. Il distintivo rimane, ma diventa sempre più difficile servirsene per spiegare ciò che si sta facendo.

I due poliziotti sotto copertura di Effetto allucinante (1991) condividono un incarico che li porta a dipendere l’uno dall’altra, mentre la droga entra nelle loro giornate ben oltre le necessità dell’indagine.

TRAMA

Texas, 1975. Jim Raynor (Jason Patric), agente della narcotici esperto nel lavoro sotto copertura, sceglie la giovane recluta Kristen Cates (Jennifer Jason Leigh) per affiancarlo in un’indagine sul traffico di droga. Il loro principale obiettivo è Will Gaines (Gregg Allman), proprietario di locali che la polizia sospetta di essere uno dei maggiori trafficanti della zona, senza essere mai riuscita a raccogliere prove contro di lui.

Durante la preparazione, Jim avverte Kristen che potrebbe dover assumere sostanze davanti agli spacciatori per non destare sospetti. Nel corso dell’operazione i due iniziano una relazione, mentre il consumo di droga diventa sempre più frequente. I superiori chiedono risultati e, nel tentativo di avvicinare Gaines, gli agenti coinvolgono come informatore Walker (Max Perlich), un piccolo spacciatore con cui hanno stretto amicizia.

im e Kristen con Will Gaines in un locale, in una scena di Effetto allucinante (1991).

Lili Fini Zanuck esordisce nella regia di un lungometraggio con una lunga ripresa che attraversa un locale e prosegue all’esterno. Progettata insieme al direttore della fotografia Kenneth MacMillan, l’apertura dura circa quattro minuti e mezzo e introduce l’ambiente muovendosi tra gli avventori. L’attenzione agli spazi ritorna negli incontri successivi, con inquadrature prolungate che lasciano il tempo di osservare gesti e reazioni. Nei locali e nelle abitazioni, Jim e Kristen si trovano spesso a stretto contatto con le persone da cui devono nascondere la propria identità, e questa vicinanza rende palpabile il rischio di essere scoperti.

Zanuck segue con altrettanta attenzione il peggioramento dei protagonisti e il disagio delle persone coinvolte nell’indagine, valorizzando anche gli interpreti dei ruoli secondari. La sofferenza arriva e tiene coinvolti anche quando la scrittura convince meno. Le musiche di Eric Clapton contribuiscono all’angoscia e alla malinconia del film: la chitarra blues accompagna i momenti di intimità e la stanchezza della coppia, sempre più lontana dalla sicurezza con cui aveva affrontato l’incarico.

Jim seduto a terra con un fucile in una scena di Effetto allucinante (1991).

La sceneggiatura di Pete Dexter, tratta dal romanzo di ispirazione autobiografica di Kim Wozencraft, convince meno nel motivare alcune decisioni dei protagonisti. Jim sceglie Kristen dopo averla osservata durante un allenamento, ma la determinazione mostrata nella corsa dice poco sulla sua preparazione per un incarico tanto rischioso. Una recluta può risultare meno riconoscibile come poliziotta, eppure manca una motivazione più precisa per cui lui voglia proprio lei al suo fianco. Anche l’addestramento procede rapidamente: il desiderio di Kristen di dimostrarsi all’altezza e la fiducia nel collega aiutano a comprenderne le scelte, ma il passaggio alla disponibilità ad assumere droga avrebbe richiesto più sviluppo. Le esitazioni e le minacce durante gli acquisti ci sono; a risultare sbrigativo è il percorso che la porta ad accettare quelle condizioni.

La sufficienza con cui Jim parla della dipendenza rivela invece quanto abbia bisogno di rassicurare anche sé stesso. Ridurre l’astinenza a una o due settimane di sofferenza superabili con la forza di volontà gli permette di minimizzare il pericolo davanti a Kristen e di giustificare il proprio consumo attraverso il lavoro. Il film mostra quanto poco controllo gli sia rimasto, ma è meno convincente nel raccontare il recupero di lei: dopo averne rappresentato una crisi pesante, dedica poco spazio alla fatica di riprendersi. Le scene crude trasmettono sofferenza, ma sarebbe servita maggiore attenzione alla quotidianità della dipendenza, a quanto quel bisogno occupi le giornate e continui a condizionarle anche quando la crisi sembra superata.

L’indagine su Gaines rimane in secondo piano, coerentemente con l’interesse per i due agenti. I superiori continuano però a pretendere risultati contro di lui anche quando le condizioni di Jim e Kristen sono ormai evidenti. Dodd cerca di farli smettere, ma l’operazione prosegue e la mancanza di prove non modifica l’obiettivo imposto dal capo della polizia. Alle pressioni del lavoro si aggiunge il legame sentimentale: l’affetto e il bisogno reciproco li avvicinano, ma li portano anche ad assecondare comportamenti che li danneggiano entrambi. La conclusione riprende elementi introdotti nei dialoghi e chiude la vicenda in modo brusco ma coerente, lasciando però poco spazio per approfondire le conseguenze dell’esperienza vissuta.

Jim prepara una siringa sotto lo sguardo di Kristen in Effetto allucinante (1991).

Il rapporto tra Jim e Kristen deve molto all’intesa tra Jason Patric e Jennifer Jason Leigh. Patric rende naturale la familiarità di Jim con la droga: la precisione dei gesti e la sicurezza con cui istruisce la collega contrastano con le condizioni sempre peggiori del personaggio. Leigh fa emergere il desiderio di Kristen di essere presa sul serio, poi la paura e il bisogno delle sostanze. Anche quando la sceneggiatura accelera, la sua interpretazione dà peso allo smarrimento che accompagna questi cambiamenti. Tra i due si avverte fin dall’inizio una chimica che rende credibile l’avvicinamento sentimentale e si rafforza attraverso l’esperienza condivisa.

Max Perlich rende bene la vulnerabilità di Walker, diviso tra la confidenza con Kristen, che suggerisce anche un’attrazione, e la lealtà verso le persone del suo ambiente. Quando questi rapporti diventano inconciliabili, il suo disagio si fa sentire. Sam Elliott dà a Dodd la comprensione di chi riconosce in Jim una situazione vissuta in prima persona. Nel tentativo di avvicinarlo convivono la familiarità con quella sofferenza e la distanza di chi oggi può tornare a una vita diversa. La preoccupazione non gli impedisce però di continuare a chiedere risultati. Gregg Allman lavora invece soprattutto sulla presenza: poche battute e un atteggiamento sfuggente bastano a rendere Gaines minaccioso, senza sciogliere i dubbi sulle accuse della polizia.

Jim e Kristen a colloquio con il capitano Dodd in una scena di Effetto allucinante (1991).

Jim e Kristen continuano a giustificare le proprie azioni attraverso il lavoro, anche quando il bisogno di droga ne condiziona le decisioni. Essere poliziotti li fa sentire autorizzati a oltrepassare limiti che dovrebbero rispettare, mentre le conseguenze ricadono anche sulle persone coinvolte nell’indagine. La vicenda di Walker mette in discussione proprio questa convinzione: le buone intenzioni dichiarate dagli agenti contano poco per chi ne subisce le pressioni.

La regia di Zanuck, le musiche di Clapton e le interpretazioni rendono la discesa dei protagonisti angosciante e tengono coinvolti fino alla fine. La sceneggiatura avrebbe però dovuto approfondire alcuni passaggi, dando più tempo alle decisioni e alle loro conseguenze. Effetto allucinante lascia inquietudine, ma anche la sensazione che la sofferenza mostrata meritasse un racconto meno sbrigativo.

TRAILER
Il mio voto
6.5/10

Un dramma angosciante, ben diretto e interpretato, ma con una sceneggiatura a tratti poco credibile.

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Alla prossima visione,

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