
Titolo originale: Scary Movie
Regia: Michael Tiddes
Sceneggiatura: Marlon Wayans, Shawn Wayans, Keenen Ivory Wayans, Craig Wayans, Rick Alvarez
Cast: Anna Faris, Regina Hall, Cheri Oteri, Chris Elliott, Dave Sheridan, Lochlyn Munro, Jon Abrahams, Anthony Anderson, Olivia Rose Keegan
Genere: Commedia, Horror
Durata: 139 minuti, 104 minuti (versione digitale estesa)
Anno: 2026
C’erano almeno un paio di buoni motivi per accogliere con curiosità il nuovo Scary Movie (2026). Dopo venticinque anni, i fratelli Wayans tornavano finalmente a occuparsi della saga che avevano contribuito a creare, riunendo Anna Faris, Regina Hall e gran parte del cast storico. In un panorama horror mai così ricco di nuovi fenomeni, sequel tardivi e rilanci nostalgici, il materiale da prendere di mira sembrava praticamente inesauribile.
Pur collocandosi ufficialmente dopo Scary Movie V (2013) come sesto capitolo della serie, il film viene presentato come un recupero dello spirito originale e prova a riallacciare il filo creativo interrotto dopo Scary Movie 2 (2001), ultimo episodio realizzato con il coinvolgimento dei Wayans. Saranno riusciti a restituire alla saga quella comicità irriverente e senza freni che ne aveva decretato il successo?
Ventisei anni dopo il primo massacro, Ghostface torna in azione aggredendo Martedì Campbell (Savannah Lee Nassif), la figlia minore di Cindy (Anna Faris). Sua sorella Sara (Olivia Rose Keegan) e il fidanzato Jack (Cameron Scott Roberts) chiedono aiuto alla donna, che vive ormai isolata e si prepara da anni all’eventuale ritorno dell’assassino.
La nuova minaccia porta Cindy a ritrovare Brenda (Regina Hall), Shorty (Marlon Wayans), Ray (Shawn Wayans), Doofy (Dave Sheridan) e altri personaggi del passato. Accanto a loro entra in scena una nuova generazione, formata dai figli e dagli amici dei protagonisti storici, che diventa rapidamente il principale bersaglio di Ghostface.

Dietro la macchina da presa non torna Keenen Ivory Wayans, regista dei primi due capitoli, ma Michael Tiddes, collaboratore abituale di Marlon Wayans e già regista di parodie come Ghost Movie (2013) e Cinquanta sbavature di nero (2016). La sceneggiatura è invece firmata da Marlon, Shawn, Keenen Ivory e Craig Wayans insieme a Rick Alvarez, facendo del progetto una produzione di famiglia a tutti gli effetti. Il loro ritorno arriva venticinque anni dopo l’allontanamento dalla saga, avvenuto in seguito ai contrasti con la Dimension Films dei fratelli Weinstein. Scary Movie 3 (2003) e Scary Movie 4 (2006) proseguirono con Anna Faris e Regina Hall ma senza i Wayans, mentre il quinto capitolo rinunciò anche alle due protagoniste. Questo sesto film segna quindi il ritorno della famiglia al controllo creativo del franchise per la prima volta dopo Scary Movie 2.
Tiddes costruisce il film come una successione quasi ininterrotta di sketch, ricostruzioni e deviazioni dalla trama principale. La regia rinuncia a una vera identità visiva per riprodurre scene, atmosfere e inquadrature dei titoli presi di mira, passando rapidamente dallo slasher all’horror autoriale, dalla commedia demenziale all’azione. Sul piano tecnico il risultato è comunque più curato di quanto si potrebbe pensare: costumi, trucco, scenografie ed effetti digitali rendono immediatamente riconoscibili i modelli originali, mentre alcune sequenze risultano ben costruite e girate con una discreta efficacia visiva. È soprattutto la capacità di trasformare quelle ricostruzioni in autentica comicità a venire meno. Rispetto ai primi capitoli è cambiato anche il rapporto tra storia e parodia: il primo Scary Movie (2000) utilizzava Scream (1996) e So cosa hai fatto (1997) come basi narrative, inserendo gli altri riferimenti all’interno di un racconto abbastanza continuo. Qui avviene spesso il contrario, con i personaggi trascinati da una citazione all’altra all’interno di una raccolta di sketch tenuta insieme dalla presenza di Ghostface.

La struttura principale riprende Scream (2022) e Scream VI (2023), affiancando ai protagonisti storici un nuovo gruppo di ragazzi. La condizione di Cindy, ormai madre e costretta a proteggere le proprie figlie, crea inoltre un evidente parallelismo con Scream 7 (2026). Su questa base si innestano parodie di Halloween, Get Out (2017), I peccatori (2025), Longlegs (2024), The Substance (2024), Weapons (2025), Smile, M3GAN, Terrifier, Ma (2019), It Follows (2014), Candyman (2021) e Nosferatu (2024). Non mancano incursioni al di fuori dell’horror, con riferimenti a John Wick, Wicked (2024), Everything Everywhere All at Once (2022), White Chicks (2004) e al biopic Michael (2026). La sceneggiatura cerca inoltre di recuperare oltre vent’anni di trasformazioni sociali e culturali, prendendo di mira il Covid, ChatGPT, OnlyFans, gli streamer, la cancel culture, i documenti su Epstein, il complottismo, l’informazione urlata e lo scontro tra Kendrick Lamar e Drake. Il materiale non manca, ma la sua quantità finisce per soffocare quasi ogni tentativo di svilupparlo.
Il problema non è la volgarità e nemmeno la volontà di superare il limite del buon gusto: sono caratteristiche fondamentali della saga e, quando sostenute da ritmo e inventiva, possono ancora funzionare. Qui, però, molte battute seguono lo stesso percorso. Il riferimento viene mostrato, reso riconoscibile e trasformato in un’allusione sessuale, una deformazione fisica o una gag scatologica; altre intuizioni vengono spiegate, trascinate o ripetute fino a perdere qualsiasi efficacia. Il film scambia così troppo spesso il piacere di riconoscere una citazione per la capacità di suscitare una risata. Anche la promessa di una comicità senza limiti rimane in buona parte sulla superficie: gli argomenti controversi vengono citati, ma raramente osservati abbastanza a lungo da produrre una vera satira, diventando soprattutto parole chiave utilizzate per dare al film un’apparenza attuale e trasgressiva.
Il ritorno dei personaggi storici rappresenta inevitabilmente il principale richiamo dell’operazione. Anna Faris e Regina Hall restano le presenze più naturali del gruppo: la prima conserva l’ingenuità surreale di Cindy, mentre la seconda ritrova immediatamente l’aggressività e l’imprevedibilità di Brenda. La loro intesa continua a funzionare e permette ad alcune scene di trovare almeno un minimo di spontaneità. Intorno a loro ricompaiono Shorty, Ray, Doofy, Gail Hailstorm e altri volti della saga, spesso riproposti attraverso le caratteristiche e i tormentoni più conosciuti. La nuova generazione rimane invece poco più di uno strumento narrativo: serve a riprodurre il passaggio di testimone degli ultimi Scream e a introdurre battute sui social e sulle differenze tra genitori e figli, senza riuscire a conquistare una vera identità.

Il ritorno dei Wayans avrebbe potuto restituire a Scary Movie quella miscela di demenzialità, scorrettezza e precisione parodica che aveva trasformato il primo film in un fenomeno. Il nuovo capitolo ne recupera i volti, i tormentoni e l’apparente libertà, ma non riesce a ritrovarne il tempo comico.
Non è un film da respingere perché volgare, infantile o deliberatamente stupido. Il trash può essere creativo, travolgente e persino intelligente nel modo in cui sceglie di essere idiota. Qui, invece, l’enorme quantità di riferimenti soffoca le battute, mentre la nostalgia prova a riempire gli spazi lasciati vuoti dalla sceneggiatura.
Anna Faris e Regina Hall restano le interpreti più adatte a questo universo e qualche ricostruzione riesce almeno a strappare una smorfia di sorriso. È troppo poco per una commedia che, in quasi cento minuti, non concede tregua né autentiche risate. Più che il ritorno alle origini annunciato, Scary Movie appare così come una stanca operazione di riesumazione: affollata, rumorosa e sorprendentemente innocua.
Dietro il frastuono di una parodia che vuole colpire tutto, resta una commedia incapace di centrare il bersaglio più importante: la risata.
🛒 Acquista il film in home video
Vuoi aggiungerlo alla tua collezione?
⚠️ Nota: Alcune edizioni potrebbero essere temporaneamente non disponibili. La sezione viene aggiornata periodicamente per segnalarne ristampe o nuove uscite.
Alla prossima visione,
Il Collezionista di Cinema
