The Accountant 2 (2025)

SCHEDA TECNICA

Titolo originale: The Accountant 2

Regia: Gavin O’Connor

Sceneggiatura: Bill Dubuque

Cast: Ben Affleck, Jon Bernthal, Cynthia Addai-Robinson, Daniella Pineda, J. K. Simmons

Genere: Azione, Drammatico, Thriller

Durata: 122 minuti

Anno: 2025

Nove anni separano The Accountant (2016) dal suo seguito, ma Christian Wolff continua ad affrontare il mondo nello stesso modo: osservare, riconoscere uno schema e arrivare alla soluzione. Nel primo film applicava questo procedimento tanto ai bilanci quanto agli avversari; in The Accountant 2 (2025), però, cambia la variabile principale. I numeri perdono importanza e al centro del racconto entra Braxton, il fratello che Christian non vede da anni. Il risultato è un seguito più leggero, più ironico e meno interessato a conservare il mistero costruito attorno al protagonista.

TRAMA

Raymond King (J.K. Simmons), ex direttore del Financial Crimes Enforcement Network, sta cercando una famiglia salvadoregna scomparsa durante il viaggio verso gli Stati Uniti. Per rintracciarla incontra Anaïs (Daniella Pineda), una donna dal passato misterioso alla quale può mostrare soltanto una vecchia fotografia dei genitori insieme al loro bambino. Anaïs si accorge però che King è stato seguito e, pochi istanti dopo, alcuni uomini armati irrompono nel locale. Nella sparatoria King viene ucciso, ma prima di morire riesce a lasciare sul proprio braccio un messaggio: «Trova il Contabile».

Marybeth Medina (Cynthia Addai-Robinson), sua collaboratrice e attuale vicedirettrice del FinCEN, riconosce in quelle parole un riferimento a Christian Wolff (Ben Affleck). Sebbene continui a diffidare dei suoi metodi e delle sue attività illegali, decide di contattarlo per ricostruire gli ultimi movimenti di King. Christian accetta l’incarico e, partendo dalla fotografia e dai pochi documenti disponibili, collega persone scomparse, identità false e strutture clandestine attive tra Stati Uniti e Messico.

Quando l’indagine richiede capacità che vanno oltre l’analisi dei dati, Christian si rivolge al fratello minore Braxton, detto Brax (Jon Bernthal), un sicario professionista con il quale non ha rapporti da anni. Il loro incontro riporta immediatamente in superficie il risentimento accumulato nel tempo: Christian ragiona attraverso informazioni, procedure e osservazioni letterali, mentre Brax agisce d’istinto e non nasconde la rabbia per essere stato abbandonato.

Nonostante le continue discussioni, i due fratelli iniziano a seguire insieme le tracce lasciate da King. Con l’aiuto di Medina, di Justine e degli altri ragazzi dell’Harbor Neuroscience, riescono ad avvicinarsi ad Anaïs e a un’organizzazione coinvolta nel traffico di esseri umani. Ogni nuova scoperta, però, li espone a una rete di assassini intenzionata a eliminare chiunque possa far emergere la verità sulla famiglia scomparsa.

Christian Wolff e Brax armati in una scena di The Accountant 2 (2025)

Gavin O’Connor abbandona buona parte della tensione del primo film e porta The Accountant 2 verso la commedia d’azione. Il cambiamento passa soprattutto dalla presenza di Brax e dal contrasto con Christian. Il fratello parla continuamente, provoca e cerca una reazione; Christian risponde in maniera letterale, lascia cadere le battute o non comprende perché l’altro sia irritato. O’Connor insiste sulle pause, sugli sguardi e sui silenzi successivi alle risposte, facendo nascere l’umorismo dalla distanza tra i due personaggi più che dalle singole battute.

La scena sull’Airstream rappresenta bene questo metodo: una discussione sugli animali domestici diventa gradualmente il modo attraverso cui Brax esprime il dolore per essere stato abbandonato. Lo speed dating e la sequenza nel locale trasferiscono invece Christian in situazioni sociali che non può risolvere con un’arma. Nel primo caso la sua sincerità mette in difficoltà le interlocutrici; nel secondo osserva la ripetizione dei passi di ballo e prova a riprodurli. Sono momenti comici, ma mostrano anche il suo desiderio di entrare in contatto con gli altri senza sapere come farlo.

L’azione torna in primo piano nella parte finale e mostra quanto Christian e Brax sappiano collaborare anche quando non riescono a comunicare nella vita quotidiana. Il problema è che questa leggerezza accompagna una vicenda fondata su rapimenti, sfruttamento e traffico di esseri umani. O’Connor passa più volte dalla commedia alla violenza senza trovare sempre una transizione naturale, creando uno squilibrio tra il divertimento prodotto dai fratelli e la gravità della storia nella quale sono coinvolti.

Christian Wolff e Brax conversano sull’Airstream in The Accountant 2 (2025)

La sceneggiatura di Bill Dubuque riduce quasi completamente la componente finanziaria che distingueva il primo film. Christian continua a esaminare fotografie, documenti e collegamenti tra persone, ma i bilanci non guidano più il suo ragionamento. Il titolo continua a identificarlo come “il Contabile”, mentre l’indagine potrebbe procedere quasi nello stesso modo anche se Wolff svolgesse un’altra professione.

Al posto della contabilità, Dubuque approfondisce il legame tra Christian e Brax. I due condividono l’addestramento imposto dal padre, ma hanno reagito diversamente alla stessa infanzia: Christian ha cercato sicurezza nelle proprie abitudini, mentre Brax ha trasformato l’abbandono in rabbia e bisogno di attenzione. Il conflitto, introdotto soltanto nel finale del primo film, questa volta attraversa l’intero racconto e permette ai fratelli di confrontarsi senza risolvere anni di distanza attraverso una sola rivelazione.

Meno efficace è l’indagine sulla morte di King. La storia accumula identità false, persone scomparse, intermediari e strutture clandestine, affidando molti passaggi alle risorse informatiche di Justine e dei ragazzi dell’Harbor Neuroscience. Le informazioni arrivano spesso quando servono a sbloccare la vicenda, riducendo il peso delle deduzioni di Christian. Anche il mistero legato ad Anaïs concentra troppe spiegazioni nella parte finale, mentre Burke, Cobb e l’organizzazione rimangono figure funzionali alla trama. La sceneggiatura dedica così maggiore attenzione alla riconciliazione tra i fratelli che alla chiarezza dell’intreccio criminale.

Christian Wolff e Marybeth Medina analizzano fotografie e documenti in The Accountant 2 (2025)

Ben Affleck riprende Christian Wolff conservandone la rigidità fisica, il tono uniforme e la difficoltà nel interpretare le intenzioni degli altri. Nel seguito, però, queste caratteristiche vengono utilizzate più apertamente in chiave comica. Affleck non trasforma Christian in un personaggio diverso: lascia emergere il desiderio di creare un legame attraverso esitazioni, risposte letterali e tentativi di partecipare a situazioni sociali delle quali non comprende completamente le regole. Questa apertura lo rende più vicino allo spettatore, ma riduce parte dell’ambiguità che lo distingueva nel primo film.

Jon Bernthal ottiene uno spazio molto maggiore e porta nel racconto un’energia opposta. Brax parla continuamente, provoca gli avversari e trasforma anche le conversazioni più semplici in questioni personali. Dietro l’aggressività, Bernthal lascia però intravedere il risentimento di un uomo che si è sentito abbandonato dal fratello e che continua a cercarne l’attenzione. Il passaggio dalla minaccia alla battuta e dalla rabbia alla richiesta di affetto avviene senza separare nettamente questi aspetti.

La coppia funziona proprio grazie alla distanza tra le due interpretazioni. Affleck trattiene le reazioni e riduce le risposte al minimo; Bernthal riempie ogni silenzio e interpreta l’assenza di una risposta come un rifiuto. Brax non è più soltanto l’uomo nascosto dietro la rivelazione finale del primo film, ma un personaggio dotato di desideri, frustrazioni e fragilità riconoscibili.

Cynthia Addai-Robinson restituisce a Marybeth Medina il ruolo di collegamento tra l’indagine ufficiale e i metodi illegali di Christian, anche se il personaggio perde progressivamente spazio davanti ai due fratelli. J.K. Simmons compare soltanto nella parte iniziale, ma conferisce a Ray King il peso necessario per avviare l’intera vicenda. Daniella Pineda costruisce infine Anaïs attraverso lo sguardo, i silenzi e l’azione fisica, mantenendola indecifrabile finché le numerose spiegazioni sul suo passato non prendono il posto dell’interpretazione.

Christian Wolff sorride durante lo speed dating in The Accountant 2 (2025)

The Accountant 2 sceglie di non ripetere la formula del primo film. Riduce la contabilità, il mistero e il tono più cupo per concentrarsi su Christian e Brax, trasformando l’indagine criminale nell’occasione per riunire due fratelli incapaci di parlare direttamente di ciò che li ha separati. Il cambiamento rende il seguito più divertente e permette ad Affleck di mostrare un Christian meno impenetrabile, mentre Bernthal dà finalmente maggiore profondità a un personaggio che il capitolo precedente lasciava ai margini fino alla rivelazione conclusiva.

La trama investigativa rimane affollata, le risorse informatiche risolvono con troppa facilità diversi ostacoli e la gravità del traffico di esseri umani non si accorda sempre con la leggerezza del racconto. Il film perde così parte dell’originalità legata alla professione di Christian, ma trova nel rapporto tra i fratelli una ragione concreta per esistere. Non è un seguito più rigoroso del primo, ma è più umano, più aperto e spesso più divertente.

TRAILER
Il mio voto
7/10

Il seguito trova nei due fratelli ciò che perde nei numeri: meno originale, ma più vivo.

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Alla prossima visione,

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