Bachelor Party – Addio al celibato (1984)

SCHEDA TECNICA

Titolo originale: Bachelor Party

Regia: Neal Israel

Sceneggiatura: Neal Israel, Pat Proft

Cast: Tom Hanks, Adrian Zmed, William Tepper, Tawny Kitaen, George Grizzard, William Tepper, Michael Dudikoff, Wendie Jo Sperber, Monique Gabrielle

Genere: Commedia

Durata: 105 minuti

Anno: 1984

L’addio al celibato è tradizionalmente visto come l’ultima notte senza regole prima del matrimonio. Una serata per festeggiare le imminenti nozze concedendosi qualche libertà in più e lasciando, almeno per qualche ora, il buon senso fuori dalla porta.

Nel 1984 Bachelor Party – Addio al celibato arriva nelle sale nel pieno di una stagione della commedia americana che di regole ne rispettava ben poche, tra sesso, volgarità e gusto per l’eccesso.

TRAMA

Rick Gassko (Tom Hanks), autista di autobus dal carattere scapestrato e irriverente, sta per sposare la fidanzata Debbie Thompson (Tawny Kitaen). Per festeggiare prima del matrimonio, i suoi amici organizzano un addio al celibato in una lussuosa suite d’albergo, tra alcol, donne e una serie di situazioni sempre più fuori controllo.

Il matrimonio non incontra però il favore della famiglia di Debbie, che considera Rick poco adatto a lei. Cole Whittier (Robert Prescott), ex fidanzato della ragazza ancora intenzionato a riconquistarla, decide così di sfruttare la festa per mettere in crisi il rapporto tra i due.

Rick Gassko e Debbie Thompson in una scena di Bachelor Party - Addio al celibato (1984).

Al suo esordio alla regia cinematografica, Neal Israel riempie progressivamente la festa di personaggi e situazioni, fino a trasformarla in un caos sempre più difficile da controllare. Quella comicità sfacciata richiamata in apertura aveva già segnato film come Animal House (1978) e, sul versante più esplicitamente sessuale, Porky’s (1981). Israel si inserisce nello stesso filone scegliendo però uomini ormai adulti al posto di studenti e universitari: basta riunirli per una notte perché età e responsabilità vengano rapidamente dimenticate.

Israel firma anche la sceneggiatura insieme a Pat Proft, partendo da un soggetto di Bob Israel. I due lavoravano negli stessi anni anche a Scuola di polizia (1984) e pensavano questo tipo di commedia attorno a quelle che Israel definiva “block comedy scenes”: grandi sequenze organizzate intorno a un’idea comica, sviluppata fino a esaurirne le possibilità. Durante la festa, gag e personaggi finiscono spesso per condividere gli stessi spazi e Israel riesce a gestirli senza rendere confuso ciò che accade. Alcune trovate centrano il bersaglio e strappano una risata, altre si perdono nella continua ricerca del rilancio. Quando ogni nuova situazione deve essere più assurda della precedente, aggiungere personaggi, provocazioni e follie non significa necessariamente far ridere di più.

Il limite maggiore riguarda proprio i personaggi. Quasi tutti vengono spinti verso un’idiozia permanente: amici irresponsabili, rivali caricaturali e figure secondarie sopra le righe, senza quasi mai qualcuno abbastanza normale da fare da contrappeso. Non è la stupidità in sé il problema — appartiene pienamente alla commedia demenziale — quanto il fatto che, quando tutti si comportano da idioti, anche l’assurdità finisce per perdere forza. Rick è l’unico al quale la scrittura concede qualcosa in più: parte sullo stesso piano di immaturità degli amici, ma la possibilità di perdere Debbie incrina gradualmente la sicurezza dello sbruffone. È un cambiamento appena accennato, sufficiente però a distinguerlo da chi gli ruota attorno.

La caotica festa nella suite in una scena di Bachelor Party - Addio al celibato (1984).

Visto oggi, Tom Hanks in Bachelor Party – Addio al celibato può sembrare lontanissimo dall’attore che il pubblico avrebbe conosciuto negli anni successivi. Nel 1984, però, la situazione era diversa: Hanks proveniva principalmente dalla commedia e il film venne realizzato prima che il successo di Splash – Una sirena a Manhattan (1984), uscito pochi mesi prima di Bachelor Party, ne accelerasse definitivamente l’affermazione cinematografica. Nei panni di Rick spinge molto sul lato sbruffone e infantile, tra smorfie, provocazioni e atteggiamenti da eterno buffone che inizialmente possono renderlo persino fastidioso. Quando quella sicurezza comincia a vacillare, anche la sua interpretazione cambia: gli eccessi diminuiscono e affiora l’insicurezza del personaggio, senza che Rick sembri improvvisamente un’altra persona.

Tawny Kitaen affianca bene Hanks proprio perché Debbie non condivide l’esuberanza di Rick. Quando il film lascia da parte per qualche momento la confusione della festa e si concentra sui dubbi che precedono il matrimonio, tra i due emerge un’intesa credibile, lontana dai personaggi sopra le righe che li circondano.

Robert Prescott esaspera volutamente Cole fino a farne la caricatura del rivale sentimentale, mentre Adrian Zmed, nei panni di Jay, è il principale trascinatore della festa e dell’irresponsabilità del gruppo. Attorno a loro gli amici seguono lo stesso tono volutamente sopra le righe e alimentano il disordine che cresce con il procedere della serata.

Rick Gassko e Debbie Thompson in una scena di Bachelor Party - Addio al celibato (1984).

Bachelor Party – Addio al celibato appartiene a un tipo di commedia che non ha alcun interesse per il buon gusto, e sarebbe sbagliato considerarlo un difetto: sesso, volgarità e demenzialità fanno parte della sua identità e del periodo in cui è nato.

Il problema è che le situazioni pensate per far ridere sono tantissime, quelle che ci riescono davvero molte meno. Qualche gag centra ancora il bersaglio, ma troppo spesso il film insiste fino a rendere prevedibile anche la follia. Tom Hanks riesce a dare a Rick qualcosa in più rispetto ai personaggi che gli stanno intorno, ma alla fine restano soprattutto risate sparse in una commedia che avrebbe voluto provocarne molte di più.

TRAILER
Il mio voto
5/10

Una commedia sfrenata che vorrebbe far ridere senza freni, ma ci riesce solo a tratti.

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Alla prossima visione,

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